Un passo indietro.

Dalla finestra vedo macchine che sfrecciano avanti e indietro, poi indietro e avanti, suonano il clacson e vanno veloci, mi annoiano.

Dove vadano, posso solo immaginarlo, ma l’affanno per raggiungere il loro dove, mi sembra eccessivo, saranno fatti loro, comunque mi annoiano e siccome non voglio essere il solo annoiato, mi metterò a scrivere così da annoiare altri.

Si fa sera e le macchine aumentano, si corre a casa a mangiare, ma si corre da un luogo all’altro senza posa, poi si cerca il tempo per riposare tutti insieme, mi sembra di capire che serva più tempo alla preparazione dell’avvenimento, quale esso sia, che per l’avvenimento stesso.

Forse ci sfugge il senso dell’armonia delle cose, degli avvenimenti, delle anime, di tutto quello che ci circonda che ci distrae che ci interessa.

E’ da molto tempo che sento che siamo davvero tutti uniti, che tutto quello che faccio alla fine poi coinvolge altre persone determina avvenimenti che si sviluppano che maturano che scoppiano che si sciolgono che evaporano che germogliano, tutto in un insieme che tende all’armonia, che nel peggiore dei casi la cerca, che tende ad essa e che solo il nostro egoismo ci allontana.

Mi sono convinto che tutto sia legato da una geometria che ormai è sempre più evidente, la borsa, ormai bolsa, gli uragani che escono dal seminato e minacciano la Mela, alla faccia della temperatura dell’oceano e noi siamo li che guardiamo dalla finestra dove vanno, questo non riusciamo ad immaginarlo oppure è solo la paura che ci frena dal darci la risposta.

L’ineffabile barriera tra l’artificiale e il naturale si è forse indebolita, sta forse facendo breccia l’acqua che questa diga non riesce più a contenere, a domare, a reprimere, a dividere.

IO, IO sono l’uomo, IO posso domare la natura con le mie opere artificiali e quando diciamo IO, l’unico risultato non è altro che un passo per allontanarsi da essa, dalla natura, quando mai prenderemo atto che non abbiamo alternativa, dobbiamo rispetto all’ambiente perché siamo dentro l’ambiente, NOI siamo l’ambiente, non possiamo uscirne, il meccanismo non lo permette, svegliamoci al più presto da questo assurdo delirio di onnipotenza.

Belle parole, intanto ascolto le sveglie che suonano alle mie orecchie e che siamo le orecchie di tutti, intanto prendiamone atto, cerchiamo di prenderne coscienza, cambiamo il paradigma, guardiamo negli occhi del futuro e non facciamolo a fianco della natura, se non proprio contro la natura, ma dentro la natura, NOI siamo essa e la natura e NOI.


Solo uniti.