Sull’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

e chi ne subirà gli effetti negativi.

 

L’intelligenza artificiale è una cosa “dentro” i computer, quindi non mi interessa, e no, ci deve interessare e anche molto, moltissimo, perchè sarà quella cosa impalpabile e incomprensibile che nei prossimi cinque anni, taglierà sette 7 milioni di posti di lavoro creandone solo due.

 

E’ da sempre sotto i nostri occhi che la tecnologia è un’arma a doppio taglio, una lama è a nostro favore, ci agevola, ci aiuta, ci solleva da fatiche ormai impossibili a cui noi, homo infirmus sapiens, uomini sapienti, ma anche infermi nel corpo come nella mente non riusciamo o non vogliamo più sostenere. L’altra lama recide senza ritegno sempre più mano d’opera specializzata e non specializzata senza più rimpiazzarla.

 

Il World Economic Forum, e non solo, che analizza tutto quello che concerne l’economia nel breve e nel lungo termine, calcola che nelle 15 economie più sviluppate l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sarà tale da stravolgere anche gli equilibri sociali. E questo è addirittura evidente: se i robot guidati in modo sempre più infallibile da algoritmi artificiali potranno eliminare gli umani dalla catena della produzione, chi potrà acquistare i beni prodotti se disoccupato e senza un reddito?

 

Siamo forse arrivati al momento in cui l’umanità si sta segando il ramo dove è sempre peggio appollaiata?

 

La risposta deve essere pensata da chi amministra gli affari della città, i politici, ma i politici in generale e a livello mondiale saranno in grado di mettere da parte il proprio interesse elettorale? L’interesse elettorale concerne il potere ormai solo fine a se stesso e non un lungimirante senso del governo della comunità a lungo termine.

 

In questo momento sembra che solo gli economisti stiano sollevando il problema, ma solo dopo aver agevolato e giustificato in tutti i modi possibili questa economia selvaggia e sterile. E’ ora che si inizi  a pensare come gli equilibri sociali possano essere sostenuti e sviluppati in modo equo e con il pensiero rivolto alle generazioni future.

Solo attraverso la solidarietà tra le generazioni e lo sguardo alla ricerca di un vero equilibrio sociale si può iniziare a disegnare una nuova società che non metta al primo posto lo sfruttamento tra gli uomini e le generazioni. Si deve, nel breve, riconsiderare il potere di acquisto dei più deboli e poveri sempre meno capace di assicurare una vita dignitosa.

 

Iniziamo allora a pensare con gli studenti, gli operai, gli intellettuali, i colletti bianchi, con i nuovi arrivati in europa e tutti quanti, una nuova società che metta al primo posto la dignità e la felicità dell’essere umano, formiamo dei soggetti sociali coscienti che vivano in un ambiente pulito dove la prevaricazione economica sia tendente al minimo.

E’ l’ambiente dove viviamo l’obiettivo di un riequilibrio che deve vedere attivi e partecipi tutti, il nostro primo dovere deve essere il pensare come lasciare un ambiente pulito in tutti i sensi alle nuove generazioni.

 

Ambiente inteso non solo come luogo fisico ma soprattutto come luogo dell’essere della società.

 

Ecco che la tecnologia deve essere lo strumento indispensabile per raggiungere tutto ciò, una tecnologia che non ci schiavizzi perchè nelle mani di pochi, ma che sia distribuita a tutti in tutti luoghi del mondo.

Solo il pensiero in un futuro di solidarietà e di equilibrio ci può mettere nella determinante condizione di riconsiderare i nostri consumi rendendoli mano a mano sempre più sostenibili, l’eccesso di beni va a discapito di un ambiente che fatica sempre più a reggere l’impatto di una delirante e inutile gamma di beni, non beni.

 

 

G.P.