Figure 03: quando il corpo umano diventa il progetto di riferimento per l'intelligenza artificiale
- Giorgio Patuelli
- 16 lug
- Tempo di lettura: 3 min
C'è un momento, nella storia del design, in cui una macchina smette di sembrare una macchina. Figure 03, il terzo robot umanoide sviluppato dall'azienda californiana Figure AI, è probabilmente quel momento per la robotica del 2026.

Un corpo pensato per convivere con noi
Figure 03 non ha l'aspetto metallico e minaccioso che l'immaginario collettivo associa ai robot. Il suo esterno è rivestito in tessuti morbidi, quasi "a maglia", una scelta estetica e funzionale insieme: rendere l'incontro tra corpo umano e corpo artificiale meno ostile, più domestico. È alto circa 168-173 cm e pesa attorno ai 60 kg — proporzioni pensate deliberatamente per muoversi negli spazi costruiti per noi: porte, scaffali, corridoi, senza bisogno di modificare l'ambiente.
Le mani sono il vero centro dell'innovazione: sensori tattili sulla punta delle dita capaci di percepire una forza minima di appena 3 grammi, il peso di una graffetta. Una sensibilità che permette di distinguere tra una presa sicura e un oggetto che sta per scivolare, e che apre le porte alla manipolazione di oggetti fragili, irregolari o in movimento. A completare la percezione, telecamere integrate nel palmo della mano, per una visione ravvicinata anche dove lo sguardo frontale non arriva.
L'intelligenza che anima il corpo si chiama Helix: un sistema AI proprietario che apprende osservando dimostrazioni video, piuttosto che attraverso una programmazione esplicita — al punto da imparare a piegare il bucato dopo circa 80 ore di filmati. Un approccio che avvicina l'apprendimento della macchina a quello umano: guardare, imitare, affinare.
Un'azienda che corre più veloce del settore
Figure AI è stata fondata nel 2022 a Sunnyvale, in California, e in meno di quattro anni ha raggiunto una valutazione di circa 39 miliardi di dollari, raccogliendo oltre 3,6 miliardi di dollari di finanziamenti. Tra gli investitori compaiono nomi come NVIDIA, Microsoft e Jeff Bezos. Per la produzione su larga scala, l'azienda ha costruito BotQ, uno stabilimento dedicato con l'obiettivo dichiarato di arrivare a produrre fino a 100.000 robot umanoidi nell'arco di quattro anni.
Applicazioni: dalla fabbrica alla casa
Figure 03 è già al lavoro in contesti industriali: presso lo stabilimento BMW di Spartanburg, negli Stati Uniti, alcune unità gestiscono in autonomia compiti di movimentazione materiali, inserimento componenti e controllo qualità. In una dimostrazione recente, tre unità hanno operato per 200 ore consecutive gestendo lo smistamento di circa 250.000 pacchi, coordinandosi da sole anche per la ricarica: quando la batteria di un'unità si esauriva, un'altra ne prendeva il posto.
Ma l'ambizione dichiarata guarda oltre la fabbrica: Figure 03 è pensato anche per la casa, capace — secondo le dimostrazioni mostrate finora — di piegare asciugamani e bucato, caricare la lavastoviglie, sgomberare un tavolo, muoversi tra gli ambienti domestici rispondendo a comandi vocali.
Il prezzo: l'umanoide "accessibile"
Qui sta forse la scommessa più interessante di Figure AI: portare il costo di un robot umanoide a circa 20.000 dollari, una cifra pensata per renderlo — con il tempo — un prodotto di consumo, non più solo industriale. È un obiettivo, non ancora un prezzo di listino ufficiale: nei contesti commerciali attuali le cifre riportate oscillano tra i 30.000 e i 50.000 dollari a seconda della configurazione, mentre la disponibilità per la casa è attesa non prima della fine del 2026.
Perché ci riguarda
Al di là dei numeri, Figure 03 racconta qualcosa che riguarda direttamente chi si occupa di architettura e di forma: la scelta di dare a un'intelligenza artificiale un corpo umano non è neutra. È una decisione progettuale, prima ancora che tecnica — significa continuare a costruire il mondo intorno alla misura dell'uomo, e chiedere alla macchina di adattarsi a quella misura, non il contrario. È, in fondo, la stessa domanda che l'architettura si pone da sempre: quale forma deve avere ciò che condivide lo spazio con noi?



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