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Scultura. Il Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca a Bologna.

Aggiornamento: 12 mag


Il Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca a Bologna
Il Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca a Bologna

Emozioni intensamente evocate, movimento dinamico e suggestivi giochi di luce convergono in una delle più straordinarie opere dell'arte italiana: il Compianto sul Cristo morto.

Nel panorama dell'iconografia cristiana, il "Compianto" si distingue come una rappresentazione artistica che cattura il momento in cui il corpo di Cristo, appena deposto dalla croce, è circondato dai partecipanti alla passione. Questa forma d'arte, diffusa principalmente nelle regioni settentrionali d'Italia, come Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, rivela la profondità della spiritualità e della devozione popolare.

Il Compianto di Bologna, opera magistrale di Niccolò dell’Arca, trova dimora nella chiesa di Santa Maria della Vita, a pochi passi dalla rinomata Piazza Maggiore di Bologna. Situato nella cappella a destra dell'altare, questo gruppo scultoreo a grandezza naturale si distingue per la sua straordinaria capacità di trasmettere drammaticità emotiva.

Lavoro di un artista dal talento eccezionale, Niccolò dell’Arca, probabilmente di origine pugliese e attivo a Bologna, si distingue per l'intensità delle emozioni raffigurate nei personaggi. Pur essendo considerato il suo capolavoro, il Compianto non influenzò significativamente le generazioni successive a causa della sua realizzazione in terracotta anziché in marmo e dell'eccessiva enfasi sulla drammaticità delle espressioni. Solo recentemente l'opera ha ricevuto il riconoscimento che merita, nonostante la scarsità di documentazione riguardante la sua creazione e disposizione originaria. arte scultura bologna niccolo dell'arca ceramica


Nel volto il  dramma della morte.

Il gruppo scultoreo comprende sette figure, tra cui una in ginocchio e una distesa. Al centro giace il corpo di Cristo, il cui volto segnato dalla sofferenza è appoggiato su un cuscino che porta la firma dell'artista. Intorno a lui, le altre figure si dispongono a semicerchio, ognuna portatrice di un'emozione intensa e distintiva.

Dall'inconfondibile figura di Giuseppe d’Arimatea, inginocchiato e rivolto verso l'osservatore, alla struggente espressione di Maria Salomè, contorta dal dolore, ogni personaggio contribuisce alla profondità emotiva dell'opera. Maria, la madre di Cristo, si protende verso il figlio con le mani giunte, il volto sfigurato dall'angoscia, mentre Giovanni il discepolo, pur nella sua apparenza più composta, trasmette un dolore interiore palpabile.

In questo capolavoro, l'artista compie un'analisi sottile delle diverse sfumature del dolore umano, evidenziando la differenza tra la reazione maschile e femminile di fronte alla morte del Cristo, con quest'ultima rappresentata in una drammaticità ancora più intensa.



Santuario di Santa Maria della Vita
Santuario di Santa Maria della Vita


Il Santuario di Santa Maria della Vita (Cîṡa d'la Vétta in bolognese) si trova in via Clavature n. 10, nel centro storico di Bologna, a pochi passi da piazza Maggiore.


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